• gea and the city

    piovono pietre

    Mi pare un segno chiaro del destino se sotto la prima casa che vado a vedere, quasi disposta a indebitarmi con un mutuo 40ennale per comprare 50 metri quadrati, c’è questa scritta qui.

  • gea and the city,  politica e dintorni

    Se non ora, quando?

    La settimana scorsa, dopo la manifestazione del Palasharp, ho scritto un pezzo che ha scatenato anche un piccolo dibattito su altri giornali. La sostanza era che in queste occasioni di riscossa civica i giovani sono sempre meno presenti: non perché non si interessino a quello che succede, ma perché è la politica li ha presi in giro per troppo tempo. Continuo a pensare che sia verissimo. Ma oggi la risposta all’appello di Se non ora, quando? è stata quasi commovente. A Milano, sotto una pioggia che sembrava un castigo per aver avuto il coraggio di rialzare la testa, c’erano decine di migliaia di persone, e un sacco di ragazzi. Ho…

  • musica,  personaggi

    un matrimonio albanese

    Era solo per ricordare l’ultimo verso dell’Infinito e i tuoi occhi come lo stagno e una carezza sul tuo vestito Poi d’improvviso tutti gli anni per terra come i capelli dal barbiere Come la vita che non risponde e il tempo fa il suo dovere

  • gea and the city

    l’arte di raccontarsi

    Poi un giorno ti squilla il cellulare e, senza alcuna avvisaglia, qualcuno che finora avevi letto con un misto di invidia e ammirazione ti chiede di scrivere un pezzo. E tu dici Sì, certo, scherzi. Poi però vogliono anche una foto e una bio, e hai dieci minuti per pensarci. E tu non trovi nulla di meglio che dire, Emh, ho trent’anni ancora per poco, ho smesso di mangiare la carne e guido una moto. Appunto mentale: allenarsi sulle agiografie.

  • gea and the city,  personaggi,  viaggi

    Piazza Tahrir, Milano

    Sono stata alla manifestazione di Libertà e Giustizia, proseguimento ideale di quel Resistere! Resistere! Resistere! con cui Borrelli quasi dieci anni fa risvegliò le coscienze italiane già assuefatte al berlusconismo. Ci sono andata combattendo la stanchezza e la pigrizia, ma ne sono uscita rigenerata. C’erano dieci mila persone. C’era l’Italia che non solo non si rassegna, ma sa fare chiarezza in un presente deviato e pruriginoso. C’erano oratori di capacità eccezionale, da Gustavo Zagrebelsky a Umberto Eco, passando per Roberto Saviano, Concita De Gregorio,  Susanna Camusso. C’era la voglia di insistere: per riprendersi, prima ancora dell’Italia, dei temi di discussione degni di questo nome. Non il Bunga bunga ma il…