Dispacci,  viaggi

Pechino Dispacci #11

Credo che le foto del milite che fa la guardia al mausoleo di Mao e dei turisti in posa davanti all’Assemblea del popolo spieghino più cose di questo Paese di molte guide.
La differenza tra la Cina e le molte autocrazie pronte a scoppiare, o già scoppiate, sta in fondo tutta lì, nell’orgoglio con cui il cinese afferma la propria identità e differenza, e per cui è eternamente riconoscente al Grande Timoniere che ha riunificato il Paese ridandogli orgoglio e dignità.
Ovviamente le differenze non sono solo queste: qui, con un po’ di fortuna, si può stare bene e vivere una vita decente, con comodità crescenti e inimmaginabili fino a due decenni fa.
Il senso di progressione economica e la corsa verso il futuro annientano in molta parte il discorso politico e la richiesta di spazi di libertà maggiore: il Partito consente quasi tutto quello che uno che non ha mai avutoniente può desiderate. Il che, è implicito, non include la lettura del New York Times.
Come mi ha spiegato un insider, l’unica cosa che fa veramente incazzare la gente qui è quando l’arricchimento e gli abusi del governo limitano le possibilità dei singoli di arricchirsi e di progredire.
Dunque, la libertà di espressione, di informazione e persino di movimento al di fuori del territorio nazionale (il passaporto non è un documento: è un privilegio) sono ancora desideri di nicchia: una nicchia magari numericamente numerosa, per la consueta legge dei grandi numeri, ma credo onestamente ancora non statisticamente significativa.
Lo stesso insider ha aggiunto, e non mi pare un caso, che l’unica cosa che potrebbe fare saltare il tappo della Cina è l’arrestarsi della crescita economica nelle province interne, quelle per lo più ancora agricole e povere. Senza nulla da perdere, la gente di queste zone potrebbe scatenare un putiferio qualora la distanza tra sé e la popolazione elitaria delle città costiere (Shanghai su tutte) non dovesse colmarsi. Per la stessa ragione, a Shanghai (dove tutti hanno molto da perdere) oggi seguono con molta attenzione l’evoluzione della nuova guardia appena nominata alla guida della Cina per un decennio.
Se non sbaglieranno le loro scelte, probabilmente un altro decennio di pace è assicurato.

One Comment

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    jessica

    Questo e’ il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realta’ vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si e’ parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

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