• politica e dintorni

    Notizie qualunqui

    In un giorno qualunque, su un qualunque giornale italiano, si incappa in notizie come queste: Avviso di garanzia per il capo della Protezione Civile (e promesso ministro, ndr). E negli appalti spunta la mafia. Milano, preso con la mazzetta in mano. Arrestato il consigliere comunale: è accusato di consussione. Vercelli, in manette il presidente della provincia. La tragica abitudine alle notizie, peraltro, fa sì che le ultime due stiano a pagina 16. Se questo è un Paese normale.

  • personaggi,  politica e dintorni

    Incidentalmente

    La commissione di vigilanza Rai – organismo di controllo di complessa composizione, arzigogolate competenze e dubbia indipendenza – vuole fermare le trasmissioni dove si parla di politica un mese prima delle regionali, in virtù della par condicio. Anche ammesso che la scelta possa avere un fondamento, e personalmente non lo credo, mi resta sulla punta della lingua una domanda. Cosa ne sarà invece delle decine di programmi pomeridiani, quelli di Barbara D’Urso e compagnia cantante, che sotto le vesti di ipertrofici contenitori diffondono con espedienti da melodramma messaggi politici estremamente netti ma mai dichiarati? Per esempio, mi è capitato un pomeriggio, mentre in Parlamento infuriava la discussione sul processo breve,…

  • alla rinfusa

    Lotta dura senza paura

    Mentre il mondo dei mass media si stupisce e rammarica per una cosa che tutti sapevano (ma proprio tutti, eh), quello reale si muove alla lotta delle sostanze stupefacenti secondo lo schema che segue. Gea: Pronto è il commissariato di polizia? Commissariato: Sì mi dica signorina. G: Guardi, vorrei sporgere una denuncia per spaccio di stupefacenti. Le spiego di che si tratta. Io abito sui Navigli e qui da mesi, dall’estate almeno, alle due di notte, quando chiudono i bar, spuntano decine di ragazzi che vendono coca. Io non lo sapevo che vendessero coca, si figuri, per una vita ho creduto che fossero quelli del caporalato in attesa di un…

  • politica e dintorni

    A testa alta

    Stamane, prima che su Milano scendesse mezzo metro di neve, ho stampato su bella carta una discreta quantità di miei Cv e mi sono incamminata verso una serie di redazioni che ho scoperto si trovano vicino a casa mia. Sono arrivata alla prima e mentre chiedevo alla portineria il permesso di entrare mi vergognavo come una ladra. Volevo girare sui tacchi e andarmene, perché la verità è  che c’è una bella differenza tra l’essere ignorati con una mail che finisce nel cestino senza essere letta e un direttore che ti sbuffa in faccia. Il secondo fa male. Ma mi sono fermata un secondo a pensare, cercando di guardarmi dall’esterno; ne…