• fermo immagine,  giornali e dintorni,  politica e dintorni,  tivù

    Essere minoranza

    Io, cosa significhi essere minoranza, lo so da sempre. Sono minoranza dalla nascita, quasi per statuto. Il mio nome non ha santi (né eroi), non è comune e non è nemmeno italiano, anche se io lo sono. Sono minoranza nella mia famiglia, in cui tutti hanno studiato giurisprudenza, inclusi i parenti acquisiti, e io a cinque anni già impaginavo il giornalino della prima elementare, sapendo che quello avrei fatto — o almeno voluto fare — nella vita. Ero minoranza alle elementari, unica non battezzata in una scuola di suore, la sola che mi aveva  preso a cinque anni. Ero minoranza alle medie, quando i miei compagni ascoltavano gli 883 e…

  • Dispacci,  immigrazione,  politica e dintorni,  viaggi

    Dispacci, Seattle #4

    In giro per la West Coast è tutto un succedersi di cartelli in difesa delle minoranze, dei migranti, della comunità Lgbt. Non menzionano mai Trump nello specifico – ed è  giusto, perché non è dall’uomo che bisogna difendersi bensì da una cultura  profondamente radicata che lui ha contribuito a rivalutare  – ma si riferiscono a tutto quello che è successo negli ultimi due anni, da I believe that Black Lives Matter a Parents and their children shouldn’t be divided by force. A Seattle, che è una città vivace e non conformista – nonostante Amazon, Microsoft, Boing e Starbuck, la Big America Corporatation che ha sede qui – molti bar e…

  • giornali e dintorni,  immigrazione,  politica e dintorni

    Dall’emergenza pitbull a quella migranti, in tre mosse

    L’estate in cui i pitbull divennero emergenza è così lontana che quasi non la si ricorda: era il  2003 e il susseguirsi di aggressioni – o, meglio, del racconto di tali aggressioni sui media – fu così spinto che nel settembre di quell’anno l’allora ministro della Salute Sirchia varò la cosiddetta ordinanza pitbull per mettere paletti alla loro circolazione. Da allora, i pitbull sono una specie di fiume carsico dell’informazione nostrana: appaiono e scompaiono nelle cronache a seconda della stagione (l’estate è meglio) e della predominanza di altre notizie più urgenti. Con una micro ricerca, si scopre per esempio che ci sono state quattro aggressioni di pitbull nei giorni scorsi, tanto…

  • immigrazione,  politica e dintorni

    La fatica di essere migliori

    L’altro giorno, su Facebook, sono incappata nel post di una persona che conosco. Parlava di esperienze lavorative e m’è venuto un colpo: quasi nulla di quello che aveva scritto era vero.  Sono rimasta a fissare lo schermo prima incredula e poi infuriata, trattenendomi dall’istinto di rispondere: avevo già le parole nei polpastrelli, in tre righe avrei potuto smontare non solo la retorica – stucchevole – ma soprattutto le falsità, rivelando la pochezza della persona. Un sacco di gente ne sarebbe stata contenta – a nessuno piace sentirsi preso in giro, magari anche da chi ti ha fatto parecchi brutti sgarri – e molti altri d’altronde devono avere avuto il mio…

  • politica e dintorni

    Mattarella, Savona, le opinioni polarizzate e come se ne esce

    Quando Conte è salito al Colle, ieri sera, ero bloccata in autostrada in coda. Ho cercato una radio che trasmettesse in diretta i discorsi e il dibattito conseguente; smanettavo su Twitter cercando informazioni aggiornate. Sulla timeline mi appariva il solito mix di battute, notizie e analisi condensate, più o meno motivate, compiaciute, allarmate e polarizzate.  M’è passato tra le mani un tweet di un collega, coetaneo, molto quotato, di quelli che già c’è chi dice «Quando sarà il direttore del Corriere» (a dirlo sono persone di destra oggi ricompatatte nel centrismo renziano, solo per precisazione), uno per me misurato fino al limite della banalità di quello che chiamo “buonsensismo”, cioè…

  • giornali e dintorni,  politica e dintorni

    Le responsabilità del giornalismo

    E così siamo arrivati alla mattina dopo l’Armageddon, che a pensarci non era poi così imprevedibile e impensabile come parecchie prime pagine e commentatori ci hanno spiegato nelle ultime 24 ore.  Non serve dire perché non era difficile da intuire – mi fregio di aver detto per settimane che il Pd non avrebbe preso il 20% e che la Lega avrebbe sorpassato Forza Italia; in compenso, sul resto della sinistra e sulla Bonino ho sbagliato grandemente – ma è invece utile ricordare quanto per mesi ci è sembrato scontato che l’unico esito possibile fosse un altro governo Renzi-Berlusconi, il famigerato Nazareno Bis. I giornali, di qualsiasi inclinazione, l’hanno descritta non solo…

  • politica e dintorni

    Le foto di Obama, e quelle di Trump

    La settimana scorsa, a Cortona, sono incappata in una conferenza di Pete Souza, l’ex fotografo di Obama alla Casa Bianca. Non so dire se tecnicamente Souza sia un grande fotografo – stando ai parametri a volte perniciosetti per cui gli appartenenti a una categorie professionale parlano degli altri, specie se ancora vivi – ma so di certo che è stato eccezionale.  Magari non avete idea di chi sia ma avete comunque visto i suoi scatti, essendo stati sostanzialmente in mostra permanente sulla stampa intera per tutti gli anni della presidenza Obama: tra i meriti di Souza c’è quello di aver reso umano un mito e di aver mitizzato l’uomo.   Indice sommario:…

  • politica e dintorni,  terrorismo

    Il terrorismo (non) spiegato ai bambini

    Mio nipote è tornato a casa da scuola e si è rinchiuso un’oretta tra iPod e XBox, senza dire nulla alla tata. Ha fatto merenda seduto da solo al tavolo della cucina, mi ha chiamato su Skype con un sorrisetto tirato, poi ha infilato le ultime cose nella sacca della piscina e si è consegnato al rituale bisettimanale del corso che avrebbe tanta voglia di mollare se non temesse di deludere suo padre. Cinque stile, cinque dorso, dai, tutti giù dal trampolino, gridava l’istruttrice come sempre. Ha fatto le sue vasche senza fiatare – Più veloci ragazzi, siete saraghi o sirenette? – morsicandosi appena le labbra sott’acqua, quasi di nascosto, come facciamo…

  • Dispacci,  gea and the city,  politica e dintorni,  viaggi

    Bahia/Dispacci #4

    Sono uscita all’alba prima che il panico generale per lo sciopero della polizia si facesse largo anche in me, mio malgrado. Tutto era quieto. I primi negri stavano aprendo le loro botteghe, spingendo i miseri baracchini al ritmo di Bob Marley o leggendo i giornali al fresco dell’atrio dei palazzi della Ladeira. C’era un’energia intensa nell’aria, una calma ferma e satura di storia. Mi sono seduta per terra al centro del Pelourinho, dove fino a 140 anni fa gli schiavi venivano venduti, con i cavalli e gli acarajé, e ho messo le mani aperte sui ciottoli, cercando di assorbire l’energia della terra. Tre minuti di condivisione totale. Mi sono sentita…