• giornali e dintorni,  il lavoro logora chi non ce l'ha,  libri

    Questa notte è per voi

    Domani, finalmente, apriamo le iscrizioni a FreeJourn. Domani, in questo momento della serata, appare ancora discretamente lontano: mi candido a infilare la seconda notte di fila davanti al computer, dopo il secondo giorno incollata al telefono, a basecamp, a documenti da ricostruire, tradurre, emendare. Pensavo che avrei avuto un cedimento invece, finora, è stato divertente: intenso, stressante, consumante, ma divertente. Ho trascorso gli ultimi giorni con il mac su un tavolino in terrazza, il sole a squagliarmi di giorno e i moscerini a ronzare la sera, parecchie birre e pizze surgelate, Giuliana e Niccolo a guardare le immagini, video da 10 giga da scaricare e foto da scoprire, molti spaventi, qualche insoddisfazione, la…

  • gea and the city,  libri

    Pezzi

    Mi son svegliata e pioveva. Diluviava, anzi: a scrosci che nemmeno in novembre. Ho guardato ipnotizzata fuori dalla finestra per due minuti, poi ho deciso di chiamare un taxi. Un taxi a Bologna, io, arrivata lì a parlare di condivisione e carsharing e compagnia bella. D’altronde diluviava anche la sera prima, quindi all’ultimo abbiamo fatto saltare la presentazione e ce ne siamo andati in un’osteria minuscola in via De Coltelli a mangiare – ed era una specie di ritorno al futuro, perché con Lori e Max lì non c’ero mai stata, ai tempi anzi il posto non esisteva nemmeno, e noi avevamo 15 anni di più dell’ultima volta che eravamo…

  • libri,  personaggi

    Requiem

    Per anni ho messo in valigia un libro di Tabucchi in ogni mio viaggio: si trattasse di andare dai miei al mare o dall’altra parte del mondo. Lo scoprì in Spagna, che ero già grande e lui famoso. Con il naso nelle sue pagine, da cui non riuscivo ad alzarmi per ore intere, capì cosa voleva dire raccontare i turbamenti dell’animo e della vita con colori, atmosfere, profumi, sapori, città, fantasmi. Le parole non erano mai troppe; i luoghi non erano mai abbastanza. Mi insegnò ad amare il Portogallo e Pessoa, dei cui segni andai in cerca con una combriccola sgangherata di amici appena ventenne. Mi insegnò che si potevano…

  • libri,  viaggi

    Sulla strada per Londra

    La letteratura – ha detto un poeta – è la dimostrazione che la vita non basta. Perché la letteratura è una forma di conoscenza in più. Molte cose ci possono bastare, e devono bastare, nella vita: l’amore, il lavoro, i soldi. Ma la voglia di conoscere non basta mai credo. Se uno ha voglia di conoscere, almeno. Antonio Tabucchi, Viaggi e altri viaggi.

  • libri,  musica

    when will those dark clouds disappear?

    Mick e Keith si fanno i dispetti. Un po’ come due vecchi amanti. Noi avevamo Sandra e Raimondo, l’Inghilterra ha gli Stones. «So those two things I think, are important. Our bond; his talent. We blink at that point, and go 40 years forward, and he has written a book that says, essentially, that I have a small dick. That I am a bad friend. That I am unknowable». (riassunto della vicenda per i non aglofoni: Jagger recapita alla redazione di Slate una copia commentata della biografia appena data alle stampe da Richards. Il tutto è esilarante, la cosa migliore che abbia letto nell’ultimo mese. Intendo la bio. E il…

  • gea and the city,  libri

    se questo è cibo

    Partiamo da un assunto: per alcune cose io sono una persona estremamente razionale, con i piedi ben piantati a terra e poco incline al romanticismo. Vivo in una grande città che mi sembra piccola, prendo più aerei che autobus, detesto la montagna senza la neve e qualsiasi posto collocato a più di 50 metri sul livello del mare;  il mio rapporto con la natura si limita sostanzialmente all’acqua, l’unico elemento che davvero mi riporta alla bellezza primordiale (la pianura mi aggrada, ma l’horror vacui mi assale dopo poche ore). Per concludere lo spregevole quadro di me stessa, aggiungo che non ho praticamente alcun rapporto con animali né li amo particolarmente; nutro simpatia per i cani ma non abbastanza…

  • libri

    you can feel it

    Non ho mai creduto alla teoria secondo cui gli oggetti parlano. Che si tratti di un quadro, di un abito o di un libro, sono troppo pragmatica e amante del razionale per pensare che un campo bioenergetico si crei tra te e l’oggetto della contemplazione, intimandone l’acquisto, lo scorrere di lacrime, l’urgenza del possesso e varie ed eventuali. Semplicemente, direi, c’è un gusto del bello o una fascinazione per alcuni soggetti che tutti abbiamo a guidare le nostre scelte. È seguendo questo criterio che qualche mese fa ho scrollato la polvere dalla copertina di un libro sepolto in una bancarella di Covent Garden, London town. Decine di microscopici puntini brillanti…

  • libri,  politica e dintorni

    1969/1972

    C’è una parte della storia d’Italia da cui sono profondamente coinvolta; curiosamente, coincide con il periodo più nero della recente vita repubblicana. Sono gli anni caldi che si aprono con la strage di Piazza Fontana – 12 dicembre 1969 – e si chiudono con l’omicidio Calabresi, 1972. È l’inizio di quel vortice che porterà agli anni di piombo; che apre lo stragismo di Stato e il peccato originario di questo Paese. Sono gli anni di una Milano che non ho visto, ma che immagino: una Milano solida, ancora non annacquata nella sua versione da bere, una Milano che confina con la Staliningrado d’Italia (Sesto San Giovanni, roccaforte del Pci e…