• alla rinfusa

    Se ci sei, batti un colpo

    Al mondo deve esserci qualcun altro che gira su treno con un sacco pieno di scolapasta, mentre corregge Faq su basecamp con indosso occhiali grossi quanto piattini da caffè perché nell’ultimo mese ha dormito dieci ore in tutto. Amico scoppiato, vieni fuori, dai: è ora di farmi sentire meno sola.

  • alla rinfusa

    Dammi tre parole

    Titto, descrivi la zia Gea: Disordinata, altezza media, pazza (sì eh fa cose che gli altri non fanno: tutti quei balletti al volante per esempio), lavorativa, strana, divertente. [subtitle: Donne in cerca d’autore]

  • alla rinfusa

    Chi svende il diritto di manifestare

    C’è una cosa che mi colpisce nello spettacolo rattristante di Milano devastata dai soliti teppistelli senza idee né cervello. Non è il fatto che siano figli di papà, che abbiano il Rolex al polso o che si accodino a slogan (almeno in parte) passatisti, seppur avvolti – gli slogan – da richieste di giusti diritti. No, quello che mi colpisce è il fatto che nessuna delle associazioni, dei militanti, dei comitati pare rendersi conto che l’omertà (e, dunque, la collusione) nei confronti dei violenti-delinquenti strappa loro l’unica vera arma che da secoli esiste per cambiare le cose: scendere in strada manifestando pacificamente. Con una lunga marcia pacifica Gandi 80 anni…

  • alla rinfusa

    No thought control

    Ho ricevuto una mail da Seul. In coreano. Prima di destabilizzare il mio interlocutore asiatico spiegandogli che aveva fatto un po’ di casino con l’alfabeto, ho provato a tradurla con Google (non vorrei avere sulla coscienza l’harakiri di un dipendente deluso da se stesso). Sforzo vano: il servizio Translate ha ancora un po’ di strada da fare.

  • alla rinfusa,  gea and the city

    Il potere dell’audiomessaggio

    Parental advisory – explicit lyrics (Una volta questo era un blog per persone serie. E vabbè, è andata così) È iniziato un giorno che ero in motorino e diluviava: dovevo presentarmi a cena da un’amica, ero in ritardo, volevo raggiungere lo schermo dell’iphone in tasca e digitare un messaggio ma la pioggia lo impediva. Quindi, ho parlato: un audiomessaggio su whatsup. Nessuna fatica, risultato immediato e zero errori di battitura – galattico, specie considerato che nel 90% dei casi ricevo (e invio) testi che sembrano in cirillico e vanno disambiguati con l’aiuto di Google translator. Stamane, un paio di mesi dopo quel pomeriggio, raccontavo a un’amica una serie di vicende…