• alla rinfusa

    Did they get you to trade your heroes for ghosts? (ovvero, Coop rosse e dintorni)

    Dieci della mattina del 22 dicembre: domenica prima di Natale, tre giorni innanzi allo stesso e centinaia di genitori nel panico da regalo. Un sms sul mio telefono. «Verifica per favore se da quelle parti si trova camion VVFF con mezzo anfibio Lego. Segue codice: 3340». La firma, ovviamente, è quella di mio fratello, ché solo lui è capace di mandare un telegramma per incorporare una richiesta a Babbo Natale. Brividi attraversano il mio corpo: l’ultima volta che mio nipote ha chiesto all’anziano signore dei doni un regalo irreperibile in Liguria ho dovuto quasi calpestare il genitore di un cinquenne al Disney Store per accalappiarmi l’ultimo personaggio di Cars rimasto nel…

  • alla rinfusa,  gea and the city

    Il paragone con Cristo

    Questo è un post a rischio noia.  Parole chiave: cuore, età, dolori. Uomo avvisato… Un signore che mi ha insegnato qualche cosa, tempo fa, mi disse che a fare i giornalisti ci si mette una corazza sul cuore e si va avanti. Io seguì più o meno alla lettera l’insegnamento – all’epoca andavo in giro per campo profughi palestinesi, oggi più o meno dirigo le operazioni, e ça va sans dire rimpiango i palestinesi – ma ho capito anni dopo che era proprio una cazzata. Coprirsi – il cuore, gli occhi, i pensieri – è proprio l’ultima cosa che uno deve fare nella vita. Squadrare le cose, sentire la carne…

  • alla rinfusa,  gea and the city,  giornali e dintorni

    Sono una persona orribile/3,4,5,6,7 e qualcosina in più

    Partiamo dalla fine. Ci sono serate come questa, in cui entro in casa alle 23 – e la casa, oltretutto, è tremendamente simile a un campo profughi, e lo sarà fino a quando la donna delle pulizie non torna dalle ferie; peccato che potrebbe non tornare mai, visto che mi ha chiesto un lauto anticipo per andare in Perù – in cui mi chiedo perché al posto di farmi studiare, girare il mondo, imparare le lingue e tutte queste baggianate per intellettuali, i miei non mi abbiano messo nel taschino la regola aurea: “Sposa un miliardario” (copyright Berlusconi). Ovviamente è un pensiero inutile, perché è del tutto evidente che sposarsi…

  • alla rinfusa,  viaggi

    Viva la semplicità/1

    zsia, ma chi zono quei bambini nelle foto? Sono bambini poveri Titto. E pecché? Perché sono sfortunati. Vivono in posti in cui non ci sono le cose che hai tu, e non hanno nemmeno da mangiare. E quando tu vai via pe’ lavoro vai dai bambini poveri? A volte sì Titto. O magari li incontro anche se non vado solo per loro. Zsia ma tu sei amica dei bambini dei poveri? Sì, diciamo di sì Titto. E che lingua parlano i bambini poveri? Mah dipende dove sono. Quelli dove vado la settimana prossima parlano arabo. Szia ma tu lo parli l’arabo? No, Titto. Szia, allora secondo me tu non sei…