• politica e dintorni,  viaggi

    Italians do it better

    Eravamo a Campiglio. Un fine settimana perfetto: sole splendente, piste quasi deserte, neve ben battuta, forme fisica oltre le aspettative. E una bottiglia di champagne francese per viziarci un po’. Poi mentre Nic si lavava e io finivo di scolare le bollicine ho avuto la malaugurata idea di accendere la televisione (maledetta incapacità di staccare mai del tutto). E di fronte mi sono trovata un paesano innamorato del lambrusco e dello zampone (Sono qui a Castelfranco, diziamolo ben agli italiani che il miglior cotechino lo fazziamo qua) e un altro che per aggiungere pathos al proprio eloquio si esprime in brianzolo (Eh in milanese li chiamiamo ciociua uraduri, te capì?),…

  • politica e dintorni

    mal comune mezzo dramma

    Per non farci mancare niente, vi segnalo che la disoccupazione giovanile (19-25 anni) in Tunisia – uno dei fattori scatenanti la rivolta – ha raggiunto il 25%. In Italia è al 25,4%. E buona notte a tutti. Update: la disoccupazione giovanile in Italia è arrivata al 29%. Il dato più alto dal 2004.

  • personaggi,  politica e dintorni

    Dicevano, pensi, di essere sfruttati

    La scena degli operai di Mirafiori che ballano e festeggiano e alzano i pugni a tempo di musica demodé mentre aspettano i risultati del referendum mi stringe il cuore. Senza retorica o falsa empatia. Semplicemente, mi fa male al petto. Per buona parte della notte, i no all’accordo hanno prevalso: e loro si davano pacche sulle spalle, sorridevano e sostenevano a vicenda, illudendosi, per qualche ora, di aver fatto la rivoluzione sul serio. Di aver costretto il capo quantomeno a capire che non li può trattare come cose: che potrà anche fotterli, ma loro lo sanno, non sono cretini. E sono stati disposti a giocarsi la fabbrica: cioè il lavoro,…

  • giornali e dintorni

    Dirsi la verità

    Il nostro direttore, forte di contatti credibili in quel di Bruxelles, ha scritto qualcosa di finalmento serio sulla crisi. Per l’Italia una maximanovra da 135 miliardi: come quella lacrime e sangue di Amato del ’92. Prepariamoci.

  • viaggi

    Sarajevo (subtitle: I want to tear down the walls that hold me inside)

    Siamo entrati a Sarajevo di notte, ascoltando questa. (The Edge con la pedaliera in confronto è un dilettante). E con il buio, la neve, i vialoni larghi, i palazzoni sforellati e la gente vestita troppo poco per il freddo che fa, ho pensato di essere nel posto giusto al momento giusto. In realtà la città prêt-à-porter è un’altra, e il contrasto mi ha reso la vita difficile. Il quartiere turco, intorno a cui si snoda la Sarajevo delle guide, è bella e ben sistemata: moschee, musei, bazar, negozietti, localini, una piazzetta raccolta. Troppo per me: negli ultimi anni ho sviluppato una fascinazione per i posti ruvidi e sconquassati, dove i conti con la…