• Dispacci,  politica e dintorni,  viaggi

    Palestina/Dispacci #5

    Non è facile trovare qualcosa da ascoltare quaggiù. Qualcosa che non rompa l’armonia scomposta di bambini sempre sorridenti e genitori troppo sospiranti, colline di sabbia, militari distratti, muri di cemento e filo spinato. Io riesco solo a mettere su Bob Dylan e The joshua three – per il verso profetico I wanna tear down the wall that holds me inside, certo, ma soprattutto per il titolo dei titoli nei secoli: Running to stand still – oltre a Let down, unica canzone al mondo che dove la metti, sta. E comunque perdonate se non scrivo, ma è come se fossi così piena di cose da non sapere come farle uscire. In…

  • Dispacci,  viaggi

    Amman/Dispacci # 3

    Rispetto al delirio di Amman, Beirut sembrava quasi Bruxelles. Prendi un paesotto di 6 mila anime in mezzo al deserto e fallo crescere fino a 1 milione e mezzo di abitanti in un secolo, con un tasso di natalità annua del 3,5%. Il risultato è un agglomerato mostruoso di cemento, polvere e rumore, piccoli commerci e baracche di lamiera e plastica. Quando sono arrivata, una settimana fa, ho pensato che non ne sarei uscita viva. Oggi contratto con i tassisti il prezzo delle corse con tanta insistenza che uno l’altro giorno mi ha detto: “Non è vero che sei italiana, sei araba”. L’ho preso come un complimento. La verità è…

  • Dispacci,  viaggi

    Amman_Dispacci #1

    Amman è un’immensa distesa di cemento ocra in mezzo a un deserto ugualmente ocra. Non ci sono colori, né monumenti da usare come riferimento quando ci si perde nel dedalo dei suq. Non ci sono moschee a stagliarsi all’orizzonte. Non c’è nemmeno un vero palazzo reale, da additare come segno dello scollamento tra il sultano e la gente. Ci sono solo centinaia di miglia di case a due piani, nude, cotte dal sole, abbarbicate sui jabel, colli, appiccicati l’uno all’altro come certe case di Spaccanapoli. I giordani sono gente di una semplicità che quasi ferisce. Hanno accolto i palestinesi. Hanno accolto gli iracheni. Hanno accolto i siriani. Oggi accolgono la…

  • alla rinfusa,  viaggi

    Viva la semplicità/1

    zsia, ma chi zono quei bambini nelle foto? Sono bambini poveri Titto. E pecché? Perché sono sfortunati. Vivono in posti in cui non ci sono le cose che hai tu, e non hanno nemmeno da mangiare. E quando tu vai via pe’ lavoro vai dai bambini poveri? A volte sì Titto. O magari li incontro anche se non vado solo per loro. Zsia ma tu sei amica dei bambini dei poveri? Sì, diciamo di sì Titto. E che lingua parlano i bambini poveri? Mah dipende dove sono. Quelli dove vado la settimana prossima parlano arabo. Szia ma tu lo parli l’arabo? No, Titto. Szia, allora secondo me tu non sei…