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    San Paolo/Dispacci #2

    Infine è arrivata Pasquetta e mentre amici e parenti mandavano foto di loro al mare, loro sui prati verdi, loro col maialino arrostito, loro in mezzo alla neve (questo mio padre, ché si sa che lui è sempre un po’ più eccezionale degli altri) io e il Galimba ci siamo trovati con il compito improbo di organizzare la giornata nella megalopoli del cemento, non potendo nemmeno contare su uno degli elicotteri che qui i fighi usano per andare in giro (la macchina è plebea; il traffico infame). Appuntamento a pranzo a Libertade per un sushi, scampolo di esotismo nell’asfalto. Ma anche il più grande quartiere giapponese del mondo cambia e…

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    San Paolo/ Dispacci #1

    Bè, mi dicevo in taxi appena sbarcata all’aeroporto, alla fine non può essere così male, sarà tipo Chicago o New York. Ma no, la quantità di cemento armato e asfalto di San Paolo non è paragonabile a nulla che avessi visto finora: una giungla di palazzi, semplicemente. Soltanto che dopo essere stata per settimane nella foresta vera, questa è disarmante a prima vista, benché non priva di un suo inspiegabile fascino alienante. L’impressione è che la città sia cresciuta a caso, senza pianificazione o segni di riconoscimento, con il solo obiettivo di creare spazi via via più sicuri e inaccessibili per sfuggire alla criminalità e alla diseguaglianza sociale. Magari questa…

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    Bahia/Dispacci #4

    Sono uscita all’alba prima che il panico generale per lo sciopero della polizia si facesse largo anche in me, mio malgrado. Tutto era quieto. I primi negri stavano aprendo le loro botteghe, spingendo i miseri baracchini al ritmo di Bob Marley o leggendo i giornali al fresco dell’atrio dei palazzi della Ladeira. C’era un’energia intensa nell’aria, una calma ferma e satura di storia. Mi sono seduta per terra al centro del Pelourinho, dove fino a 140 anni fa gli schiavi venivano venduti, con i cavalli e gli acarajé, e ho messo le mani aperte sui ciottoli, cercando di assorbire l’energia della terra. Tre minuti di condivisione totale. Mi sono sentita…

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    Bahia/Dispacci #3

    Breve riassunto delle puntate precedenti. Sono arrivata a Salvador de Bahia, 12 ore di meraviglia e poi lo sciopero della polizia: assalti agli autobus, saccheggi nei supermercati, negozi sigillati, città deserta, stranieri chiusi a chiave in alberghi e ostelli perché troppo pericoloso uscire. Poi Dilma ha mandato questi, che a vederli così paiono anche simpatici ma giuro che non ci si sente tanto bene a essere circondati da ragazzetti col dito sul grilletto. Stasera stavo finalmente uscendo per andare a mangiare qualcosa di diverso di carne secca e farofa, altrimenti detta sabbion o segatura, che sono arrivati qui da Brasilia per arrestare il capo dei poliziotti scioperanti accusandolo di crimini…

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    Bahia/Dispacci #2 e mezzo

    Update. Alle cinque del pomeriggio il gestore dell’ostello ha richiamato tutti gli ospiti e ci ha chiuso dentro, organizzando una cena interna perché non c’è un solo ristorante aperto in città. Sostanzialmente Bahia è una città fantasma in questo momento, con la gente reclusa in casa e niente di aperto (niente nemmeno i centri commerciali). Non so se riderci sopra o prendermi male…

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    Bahia/Dispacci #2

    Con la consueta fortuna del principiante, sono arrivata a Salvador de Bahia in coincidenza del peggiore greve, sciopero, della polizia in anni. In molti posti del mondo la notizia passerebbe indifferente, da qualche parte potrebbe quasi essere esaltante: qui è un fatto che modifica la geografia urbana e le abitudini di residenti e turisti. Negozi e musei sono chiusi, i viaggiatori restano negli alberghi, caldamente consigliati dai gestori, i taxi non vogliono partire. Non mi è chiaro se la città sia realmente così pericolosa, è certo che qui si vedono le scene tipiche dei film – bimbi scalzi, elemosina, vita di strada; ma anche una gioia di vivere straordinaria e…

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    Rio-Bahia/Dispacci #1

    Stavo per scrivere un post su come ho passato otto ore all’aeroporto di Rio trascinandomi da una coda all’altra e parlando un creolo anglo-italo-ispano-portoghese per capire se il mio aereo sarebbe mai partito (risposta standard: Aguarda, aspetta) e dove avessero spedito il mio zaino nel frattempo, ma poi sono in effetti arrivata a Bahia, che mi ha accolto con la festa del carmo e una roda di samba, e la bellezza stupefacente di questo posto e di questa gente mi ha lasciato totalmente disarmata e senza altre parole. Un effetto così me lo aveva fatto solo New Orleans nella vita. E non deve essere un caso che siano stati i…

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    Rio/Dispacci #11

    Subtitle: Dov’è il Grande Gatsby? Per non finire incasellati nello stereotipo “giornalisti europei che passano le loro giornate in favela”, rischio peraltro abbastanza recondito, ieri abbiamo accettato l’invito a un pool party ; meglio a una festa in piscina in magione coloniale circondata da foresta semi tropicale di proprietà di francesi – che l’avranno comprata per noccioline dieci anni fa – a due passi da casa nostra (due passi che ho percorso scalza, tanto per precisare). Orario di inizio della festa fissato alle 14, ci siamo presentati alle 17: gli unici vestiti bene – anzi: vestiti tout court – dell’intero party. Ed è stato chiaro che non era il solito…