alla rinfusa,  musica

ma la musica quando va in prescrizione?

Una delle scocciature di quando ci si lascia è che si perde la musica dell’altro. Almeno a me succede. Settimane, mesi, anni a fare micimicucicucicaracara su quel riff non si dimenticano con la velocità con cui scorrono i pensieri: non resta che fare sparire la playlist dall’iPod.

Però è una rottura di palle vera. Intanto perché, essendo che normalmente non mi accoppio con dei decerebrati musicali, perdo della musica bella. Poi perché a volte perdo anche della musica mia, quella che io ho portato nel micimicicucicucibaribau. Il lui di una delle mie prime storie serie [come se fossero state cento, io nota mangiatrice di uomini: risate a fondo sala] aveva una fissa per Ligabue. E vabbé, da adolescenti si perdona tutto (o quasi), e comunque Ligabue non è stata una gran perdita, direi anzi che mi ha fatto un favore; in ogni caso, per anni, quando qualcuno mi parlava del rocker salame e tigelle pensavo a che razza di uomo triste fosse (fossero: il qualcuno e Ligabue).

Negli anni le cose sono migliorate, o peggiorate se viste nell’ottica del fine rapporto. Mi sono saltati Battisti, Vasco Rossi (salvo solo Cosa succede in città, per fortuna), pezzi di Paolo Conte, pezzi di Tom Waits, tanti Pink Floyd, Janis Joplin, Viola Valentino (mica cazzi), Guccini, pezzi dei Cure, Ben Harper, gli Oasis, Einaudi, i CCCP, i Depeche, David Bowie e anche altri, che al momento non mi vengono in mente ma se metto l’iPod su shuffle sicuro passo mezz’ora a skippare prima di trovare qualcosa di bello liscio senza scanalature emozionali cui aggrapparsi. Gli unici che ho difeso con le unghie e con i denti sono sempre stati i Radiohead, che vengono prima di tutto il resto, e hanno ragione d’esistere a prescindere, come direbbe Totò.

Ma lo sforzo più disumano di tutti è quello di trovare qualcosa di neutro. Qualcosa che puoi mettere in modalità random  mentre vai a correre senza doverti contorcere con la mano nella tasca della felpa per saltare la canzone col rischio di perdere il ritmo. E’ una fatica improba. Richiede aggiornamento costante, una connessione Internet superveloce, voglia di aprirsi al mondo, letture di rivistette e mailing list, scavi archeologici nel passato prepuberale; oppure un amico come Maurizio Camagna. I miei acquisti degli ultimi mesi, oltre a Lady Gaga – genio – sono Belle and Sebastian, Paolo Nutini, le Pipettes, i Pulp e Fabri Fibra. Forse dimentico qualcuno, ma questi di certo sono andati per la maggiore.

Però che noia. Trenta giga di musica di cui un terzo inservibile. Non è giusto: ma quando vanno in prescrizione i ricordi musicali?

[N.B. Il verde di oggi, per cui si ringrazia Belinde (oltre che per tutto il resto), è legato a questa iniziativa qua. Aderite numerosi].

14 Comments

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    Maurizio Camagna

    Sante parole, anche se non sono poi così d’accordo su Nutini e le Pipettes che credo scorderai presto.
    Lady GaGa forever, però Alejandro è il suo primo singolo veramente deludente… Anche lei adesso si avvicina alla terribile prova del terzo album.
    Comunque io tengo tutto, che anche Rita Pavone (“Come te non c’è nessuno”) può valere più di quel che sembra. O servire per un giorno particolare.

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    guisepi

    Guarda il risvolto della medaglia.
    Avrai sicuramente liberato qualche ex dal rapace grignani.

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    nicolizzo

    soluzione: ipod nano da 2 giga su cui ci sta praticamente esclusivamente la discografia dei radiohead, io faccio così.

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    gea

    Guisepi, ottimo punto. Ma continuo a sostenere che il primo album di grignani fosse bello (però non lo ascolto da via decumana, confesso).

    Nicco, ma dopo un po’ non ti viene voglia di ascoltare altro?

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    nicolizzo

    in realtà c’è anche altra roba non molta ma qualcosina c’è. il fatto poi che ci sia sopra un virus di quelli bastardissimi da levare se ti prende il pc non incoraggia l’aggiornamento…..

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    nicolizzo

    il signor mac ha lanciato non so in quale anno due lotti di produzione di ipod nano affetti da un virus che ovviamente avrebbe solo colpito gli utenti windows, i quali protestando per il fatto si sono visti rispondere “è microsoft che non vi protegge abbastanza”…di porcate ne fanno tutti

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    marco

    Mi sfugge il nesso in base al quale se una canzone l’hai ascoltata con un tuo ex, non puoi ascoltarla anche da sola.

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    gea

    non è un assioma, ma il nesso è che alcune canzoni ti rimangono nella testa come legate a certi momenti, e magari a quei momenti non hai voglia di pensarci. Un processo mentale abbastanza comune.

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    marco

    Ma se non hai voglia di pensarci, allora non li hai digeriti (quei momenti). E il problema non è la canzone.

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    gea

    Non credo la digestione dei momenti c’entri; sol magari uno non ha voglia di ributtarcisi in mezzo per mille milioni di motivi. Buoni e cattivi.

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    Frank

    la soluzione: ascoltare sempre la musica da soli. Momento personalissimo.
    La mia fortuna è che quello che di solito ascolto io piace solo a me…

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