Dispacci,  viaggi

Shanghai Dispacci #2

Alla fine sono dovuta andare da un medico. Seduto tra le sue radici di zenzero mi ha detto che ho una piccola infezione dei bronchi per via del freddo e dell’inquinamento; pare che un sacco di stranieri si ammalino quando arrivano in Cina perché l’aria fa schifo (lui non ha detto proprio così, ovviamente).
Comunque Shanghai è una città paracula. Ha saputo vendere tutto, persino la propria miseria. Gli hutong (vicoli) di Pechino qui sono foderati di gallerie d’arte che vendono fotografie fashion dei poveri cristi. Mi pare un posto senza anima, un po’ Tokyo un po’ Hong Kong ma senza l’autenticità di nessuna delle due, specie tra la gente. Chi vive a Shanghai cerca sicurezze, opportunità e la certezza che qui non ci saranno grane, come mi ha spiegato mirabilmente la general manager (cinese) di un’azienda occidentale, persona di grande cultura tra l’altro. Insomma: un porto franco con uno skyline memorabile, ma dove non potrei vivere più di una settimana.
Dopo due giorni ho già i bronchi devastati, tra l’altro.

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