• gea and the city

    tra parentesi

    Matrimonio in campagna: cielo azzurro, rito civile, amici vestiti a festa, il discorso di una vita insieme, lacrime e risate, un contrabbasso, una storia finita e forse mai cominciata, balliamo sul mondo o almeno su questo dannato malessere; poi tornare a casa di notte, infiniti bicchieri dopo, attraverso la pianura padana immobile, e alle due di mattina in via Vigevano sentire Take a walk on the wild side e appoggiarsi al muro, col vestito rosso e il trucco ormai sfatto, e stare lì ad ascoltarla un po’, che questa vita sospesa è proprio la mia, doo-doo-doo-doo-doo.

  • gea and the city

    Essere o avere #2

    Succede intorno ad aprile, ogni anno. Sento l’ansia arrivare con le prime giornate di sole, gli amici che si esaltano e fanno progetti. Io tergiverso. Poi qualcuno inizia a domandare: La moto? L’hai tirata fuori? Quando andiamo a fare un giro? Fischietto. Mah, non ancora, settimana prossima, il brutto tempo, l’assicurazione, sono rimasta chiusa nell’autolavaggio, il ginocchio fa contatto col gomito. A maggio vado a salutarla. Maestosa e acciaccata. Bella d’una bellezza d’altri tempi. Malata di malattie che i meccanici di oggi non curano. L’ho pagata 2.700 euro quattro anni fa, ne ho spesi il doppio nel frattempo: impianto elettrico, freni, tre batterie (conseguenza dell’impianto elettrico), due specchietti e ancora…

  • fermo immagine,  gea and the city

    Poesie nuove

    La mia risibile vita culturale, impantanata da un paio d’anni tra le sentinelle del Medio Oriente e le secche affettive della Darsena, può fregiarsi di due-dico-due esperienze da raccontare. Giovedì sono andata al Macao – il grattacielo dei Ligresti occupato la settimana scorsa: finché c’è vita c’è speranza – a vedere Guido Catalano: un po’ poeta un po’ cabaretista un po’ conversatore divino. Catalano è un torinese 40enne con due musicisti genovesi a metà tra Tom Waits e Pancho Villa: pungenti, accoglienti, ironici il giusto. Il titolo del suo ultimo libro è Ti amo ma posso spiegarti, il che chiarisce perché lo abbia trovato perfetto dopo qualche ora di scambi…

  • gea and the city,  giornali e dintorni

    Codici di geometrie esistenziali #1

    La signora ecuadoregna che fa le pulizie  a casa mia mi ha chiesto un aumento e glielo ho concesso, dopo tre minuti scarsi di spiegazione (porque sabes, el pais es muy pobre y mi hija no tiene que comer y bla bla). Io sono sei mesi che entro nella stanza del direttore e gli chiedo un aumento; dopo un’ora di spiegazione esco a mani vuote. Mi sa che le propongo uno scambio: lei fa la giornalista, ché con le parole evidentemente è meglio di me, e io vado a pulire case altrui. Ché forse guadagnerei anche di più.

  • giornali e dintorni

    Daje ar Pasok

    Per la mia rubrica giornaliera, La cazzata più grossa battuta oggi dall’Ansa (normalmente mi limito a vocalizzarla ai miei, oggi ve la meritate tutti) GRECIA: ELEZIONI, IN ALA PSICHIATRICA CARCERE VINCE PASOK A KORYDALLOS SOCIALISTI PRIMI TRA DETENUTI CON PROBLEMI MENTALI ATENE (ANSA) – ATENE, 8 MAG – I detenuti delle carceri greche hanno seguito la tendenza nazionale, votando per i partiti minori e demolendo Nea Dimokratia e Pasok. Con un’eccezione: l’ala psichiatrica del carcere ateniese di Korydallos, il più grande del Paese, dove il Pasok ha raccolto il maggior numero di voti, ovvero 20. Lo dice al sito Newsit.gr Antonis Aravantinos, presidente del sindacato delle guardie carcerarie: “I detenuti…