• giornali e dintorni

    Aldrovandi, mi vergogno io per loro

    La vicenda dei quattro poliziotti che hanno massacrato di botte Federico Aldrovandi fino ad ammazzarlo e, condannati in via definitiva a tre anni e sei mesi (poi indultati), si sono messi a scrivere sui social network insultando la madre del ragazzo, è una di quelle cose che mi fa sognare di non essere una giornalista. Vorrei non dover rispondere pubblicamente del ribollire della pancia e dei pensieri. Perché scriverei che una giustizia che punisce l’omicidio brutale di un ragazzo disarmato con tre anni e sei mesi non è giustizia. E che l’opacità del corpo alle dipendenze del ministero degli Interni, come già fu a Genova nel 2001, è degna di…

  • gea and the city,  musica

    Appunti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze della stabilità

    Nomadi che cercano gli angoli della tranquillità nelle nebbie del nord e nei tumulti delle civiltà tra i chiari scuri e la monotonia dei giorni che passano camminatore che vai cercando la pace al crepuscolo la troverai alla fine della strada. Lungo il transito dell’apparente dualità la pioggia di settembre risveglia i vuoti della mia stanza ed i lamenti della solitudine si prolungano come uno straniero non sento legami di sentimento. E me ne andrò dalle città nell’attesa del risveglio. I viandanti vanno in cerca di ospitalità nei villaggi assolati e nei bassifondi dell’immensità e si addormentano sopra i guanciali della terra forestiero che cerchi la dimensione insondabile. La troverai,…

  • gea and the city

    Quando tocchi il fondo, vieni su

    Lo so che non ci credete, in virtù di scaramucce recenti. Ma io alla fine a Vasco Rossi gli credo. Di più, lo ascolto. E così, mancandomi da percorrere l’ultimo miglio nella discesa della dignità, o della consapevolezza, ho deciso di affrettare il percorso. Sbattere duro duro contro il fondo. Sai che cosa c’è, quando tocchi il fondo, vieni su. Vieni fuori, oppure non ci vieni più. Ecco Vasco, io ti ho creduto. Adesso non facciamo scherzi, eh.

  • gea and the city,  viaggi

    Bruma, non nebbia

    Ho passato metà della vita a cercare Genova. L’ho trovata a Lisbona, nel saliscendi affannato del tram 28, sul pavé sconnesso del barrio alto, con le porticine strette e i bicchieri fuori dagli uscii. L’ho incontrata a Barcellona, con lo sguardo affondato in scaglie di mare e il cicaleccio frenetico del lungomare, tra l’alba e il tramonto. L’ho scavata nei baretti di Siviglia e Madrid, tra le piastrelle sudicie e i bicchieri di birra mai pieni e mai vuoti, sempre pronti per un altro sorso. L’ho annusata a Bologna, nelle piazzette nascoste che ti colgono di sorpresa girato l’angolo, ed è sempre una festa. Ma non sapevo cosa cercavo. E…

  • gea and the city,  giornali e dintorni

    Letture consigliate

    Per dovere di informazione, segnalo che ho due nuovi blog (legati a Lettera43.it) Geatag e Soffiati il naso col pettine Non che li dobbiate leggere – uno poi si guarda solo – ma magari. (Non è un tradimento, né mania di grandezza: l’alternativa era portare Geolina dentro al giornale. E capirete che anche io ho una dignità professionale minima da difendere)