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    Seattle, Dispacci #3

    La sede di Amazon a Seattle è stupenda: legno e cafeterias e tre sfere giganti che contengono una foresta – una foresta vera, anzi più foreste: specie tropicali ma anche sequoie, felci e piante carnivore asiatiche; poi naturalmente anche tavolini e Wi-Fi in abbondanza. Be, cosa pensavate? Si produce, non siate sciocchi  – e la sensazione di essere una star solo a metterci piede o a far shopping al negozio di Amazon Go, entrato così solidamente nell’immaginario collettivo come il futuro, a diposizione solo per pochi istanti e pochi prescelti, che non appena davanti alla porta mi son affrettata a scaricare la App e a precitarmi a comprare qualcosa. Dicevamo, comunque,…

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    Dispacci, Seattle #2

    Seattle, Crocodile bar, una sera come tante. C’è una band giovane che suona, un po’ sfigatina; sulle tivù giganti sopra al bancone passa l’Unplagged dei Nirvana (The man who sold the world) e qualcuno abbassa il volume della band per far sentire Cobain.  Giusto così, o forse no. Però chi se ne frega del giusto quando c’e Cobain e i suoi che lo omaggiano.         

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    California, Dispacci #1

    Dimentichiamoci per un secondo Mueller e il Russiagate, e diciamolo. La vera resistenza quaggiù la fa il calcolo delle calorie sotto ai menù, quei numerini magici che oggi mi hanno salvato dall’ingollare 720 calorie di un’insalata di pollo (due volte una carbonara, nemmeno Einstein saprebbe spiegare come ci riescano). Non c’erano otto anni fa e non ci saranno più fra qualche anno, capiamoci, specie se alla presidenza resta uno che beve 12 CocaCola (zero, vabbè) al giorno.