• Dispacci,  Economia,  viaggi

    Seattle, Dispacci #3

    La sede di Amazon a Seattle è stupenda: legno e cafeterias e tre sfere giganti che contengono una foresta – una foresta vera, anzi più foreste: specie tropicali ma anche sequoie, felci e piante carnivore asiatiche; poi naturalmente anche tavolini e Wi-Fi in abbondanza. Be, cosa pensavate? Si produce, non siate sciocchi  – e la sensazione di essere una star solo a metterci piede o a far shopping al negozio di Amazon Go, entrato così solidamente nell’immaginario collettivo come il futuro, a diposizione solo per pochi istanti e pochi prescelti, che non appena davanti alla porta mi son affrettata a scaricare la App e a precitarmi a comprare qualcosa. Dicevamo, comunque,…

  • Dispacci,  viaggi

    Dispacci, Seattle #2

    Seattle, Crocodile bar, una sera come tante. C’è una band giovane che suona, un po’ sfigatina; sulle tivù giganti sopra al bancone passa l’Unplagged dei Nirvana (The man who sold the world) e qualcuno abbassa il volume della band per far sentire Cobain.  Giusto così, o forse no. Però chi se ne frega del giusto quando c’e Cobain e i suoi che lo omaggiano.         

  • Dispacci,  viaggi

    California, Dispacci #1

    Dimentichiamoci per un secondo Mueller e il Russiagate, e diciamolo. La vera resistenza quaggiù la fa il calcolo delle calorie sotto ai menù, quei numerini magici che oggi mi hanno salvato dall’ingollare 720 calorie di un’insalata di pollo (due volte una carbonara, nemmeno Einstein saprebbe spiegare come ci riescano). Non c’erano otto anni fa e non ci saranno più fra qualche anno, capiamoci, specie se alla presidenza resta uno che beve 12 CocaCola (zero, vabbè) al giorno.

  • giornali e dintorni,  immigrazione,  politica e dintorni

    Dall’emergenza pitbull a quella migranti, in tre mosse

    L’estate in cui i pitbull divennero emergenza è così lontana che quasi non la si ricorda: era il  2003 e il susseguirsi di aggressioni – o, meglio, del racconto di tali aggressioni sui media – fu così spinto che nel settembre di quell’anno l’allora ministro della Salute Sirchia varò la cosiddetta ordinanza pitbull per mettere paletti alla loro circolazione. Da allora, i pitbull sono una specie di fiume carsico dell’informazione nostrana: appaiono e scompaiono nelle cronache a seconda della stagione (l’estate è meglio) e della predominanza di altre notizie più urgenti. Con una micro ricerca, si scopre per esempio che ci sono state quattro aggressioni di pitbull nei giorni scorsi, tanto…

  • immigrazione,  politica e dintorni

    La fatica di essere migliori

    L’altro giorno, su Facebook, sono incappata nel post di una persona che conosco. Parlava di esperienze lavorative e m’è venuto un colpo: quasi nulla di quello che aveva scritto era vero.  Sono rimasta a fissare lo schermo prima incredula e poi infuriata, trattenendomi dall’istinto di rispondere: avevo già le parole nei polpastrelli, in tre righe avrei potuto smontare non solo la retorica – stucchevole – ma soprattutto le falsità, rivelando la pochezza della persona. Un sacco di gente ne sarebbe stata contenta – a nessuno piace sentirsi preso in giro, magari anche da chi ti ha fatto parecchi brutti sgarri – e molti altri d’altronde devono avere avuto il mio…

  • politica e dintorni

    Mattarella, Savona, le opinioni polarizzate e come se ne esce

    Quando Conte è salito al Colle, ieri sera, ero bloccata in autostrada in coda. Ho cercato una radio che trasmettesse in diretta i discorsi e il dibattito conseguente; smanettavo su Twitter cercando informazioni aggiornate. Sulla timeline mi appariva il solito mix di battute, notizie e analisi condensate, più o meno motivate, compiaciute, allarmate e polarizzate.  M’è passato tra le mani un tweet di un collega, coetaneo, molto quotato, di quelli che già c’è chi dice «Quando sarà il direttore del Corriere» (a dirlo sono persone di destra oggi ricompatatte nel centrismo renziano, solo per precisazione), uno per me misurato fino al limite della banalità di quello che chiamo “buonsensismo”, cioè…

  • giornali e dintorni,  politica e dintorni

    Le responsabilità del giornalismo

    E così siamo arrivati alla mattina dopo l’Armageddon, che a pensarci non era poi così imprevedibile e impensabile come parecchie prime pagine e commentatori ci hanno spiegato nelle ultime 24 ore.  Non serve dire perché non era difficile da intuire – mi fregio di aver detto per settimane che il Pd non avrebbe preso il 20% e che la Lega avrebbe sorpassato Forza Italia; in compenso, sul resto della sinistra e sulla Bonino ho sbagliato grandemente – ma è invece utile ricordare quanto per mesi ci è sembrato scontato che l’unico esito possibile fosse un altro governo Renzi-Berlusconi, il famigerato Nazareno Bis. I giornali, di qualsiasi inclinazione, l’hanno descritta non solo…

  • viaggi

    Parole divertenti che ho imparato in Messico

    La Cruda La cruda è la sensazione fisica del post sbronza, quel rincoglionimento sommato a dolore di testa, nausea, insofferenza agli odori che in Italia non ha un nome, a meno che non sia spuntato di recente: da quando, priva di un rene, ho disgraziatamente quasi smesso di bere (quasi). In castigliano si dice resaca, e mi è sempre parsa un’espressione geniale: visualizza quel moto di eterno ritorno, il “mi torna su” che si mormora con la testa tra le mani quando si accende la prima sigaretta dopo una sbornia seria. La cruda però porta la descrizione a un livello superiore, più vivido, viscerale; infatti la cruda se cura,non si…

  • gea and the city

    La nuova droga di New York

    In questi giorni a New York sono diventata una tossica di Whole Foods. Whole Foods è una catena di supermercati biologici – e anche vegetariani, vegani, integrali, chilometro zero e tutti questi aggettivi positivi con cui si può connotare il cibo, e non solo – che qualche mese fa è stata comprata da Amazon per una cifra astronomica, 13 miliardi e rotti di euro. Ne ho scritto recentemente su Pagina99, un articolo che una come me dovrebbe leggere e poi farsi qualche domanda – su se stessa, innanzitutto: ma fare i giornalisti ed essere coerenti mica devono sempre per forza coincidere. La prima volta che ho passato mezz’ora in un…