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Be the trouble you want to see

Lo confesso. Mentre la gente oggi si rompeva la testa a cercare di capire se un manipolo sgrarrupato di affaristi, analfabeti, ignoranti, massoni, doppiogiochisti, pecorari, commedianti, puttanieri, delinquenti, ignoranti e probabilmente dimentico qualcosa riusciva a tenere in piedi un governicchio del Paese delle banane, sono andata a vedere una mostra stupenda di foto di Mick Jagger.
La mia preferita è questa qui a lato di Simone Cecchetti. Poi, ho passato il resto del tardo pomeriggio a leggere la classifica delle 500 canzoni migliori della storia stilata da Rolling Stone Usa. E godendo che le prime due fossero per inciso dei miei artisti più ascoltati dell’anno – Dylan e gli Stones – ho riflettuto anche sul fattore Sting/Police. Perché il terzetto Sting-Copeland-Summers ha suonato delle cose che ancora oggi mi fanno venire i brividi (Do I have to tell the story of a thousand rainy day since we first met?) e Sting da solo mi dà l’orticaria, l’istinto di scaraventare l’iPod per terra e voglia di metter su Tiziano Ferro?
Queste sono le domande che contano. Altro che Casini entrerà nel governo. Chissé ne frega se ci entra, non spererete mica che possa fare meglio o peggio dello schifo che già c’è.

8 Comments

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    momo

    io un po mi ci incazzo lo stesso… il risultato rimane zero, intendiamoci.
    Ancora cerco di non arrendermi al “tanto non cambia un cazzo” – beninteso, lo dico e penso spesso…

    Boh, chissa, moriro’ Veltroniano. DAJE VALTER

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    gea

    veltroniani no, mai.
    (non resta che l’espatrio, lo dico da anni ed è sempre più vero. Non tornate non tornate non tornate)

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    giovanni

    Hei Gea, ma l’intervista a Ken Loach?
    Scusa l’off topic…ma la curiosità è tanta.
    Purtroppo non posso dirti niente, su Stones o Dylan.
    Posso solo dirti qualcosa sulla nostra Repubblica delle Banane: non cambierà nulla, perché nessuno vuole spalare la merda di B. E non siamo nella giusta “costellazione” sociale, politica ed economica per determinare un cambiamento immediato….

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    giovanni

    Beh, solido, chiaro e un po’ passatista, il nostro Loach. Però condivido: la rincorsa e l’affano per la crescita ha stancato tutti, il Pianeta in primis.
    Sai che c’ho pensato che avevi l’intervista proprio in mezzo alla bufera dell’arresto di Assange?
    Ciao Gea!

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