• viaggi

    2009/2010

    Milano, 21 dicembre: 30 centrimetri di neve a terra, altrettanti in arrivo nel corso della notte, città in panne e uno strano, beato, silenzio ovattato. Un sms sul mio telefono. A Bangkok venerdì sono previsti 34,7 gradi. Guarda fuori dalla finestra e dimmi se non ti senti una figa. Risposta. Mezz’ora fa sono entrata in farmacia  ricoperta di neve, ho comprato una crema solare protezione 40 e il repellente per zanzare più forte sul mercato. Yes sir, siamo in partenza. Bangkok, Saigon, Delta del Mekong, isola di Pu Quo, Cambogia. Tre settimane di quelle che si ricordano; soprattutto, di quelle che attendo da tempo. Niente iPhone, niente Internet, niente lavoro,…

  • politica e dintorni

    L’onestà morale, questa sconosciuta

    La chiave per capire molte cose degli ultimi giorni è in questo articolo di Gabriele Romagnoli; pezzo di colore ma prima ancora (riuscito) tentativo di riportare sul terreno del concreto una discussione che da domenica vola ormai nell’ideologia e forse anche nell’ecumenismo, a giudicare dall’immaginina “L’amore vince sull’odio” con il Cavaliere in posa agiografica diffusa ieri dal Pdl. Romagnoli, per chi non avesse il tempo di leggerlo, racconta la genesi del “pazzo” Tartaglia: un ragazzo squilibrato, perché inconcludente e incapace di accettare il fallimento, con evidenti fragilità. Un ragazzo che come molti altri trova se stesso (e perde se stesso) sulla Rete, dove può assumere infinite identità, cercare amicizie che…

  • musica

    Lpnc: ode, inno, momento iniziatico

    Due cose possono far decollare o compromettere irreparabilmente il mio stato d’animo di prima mattina: il tempo e la musica. Sul primo, ça va sans dir, non c’è molto che possa fare, specie considerato che a Milano da ottobre a febbraio il cielo è normalmente espressivo come un blocco di ghisa; la situazione migliora in estate, ma esiste comunque il rischio che la constatazione di dover andare a lavorare mentre il sole si alza su mare e spiagge riesca a deprimermi in modo inconsolabile. La gravosa incombenza di trainare il mio umore, insomma, spetta solo all’amico iPod. Dati i fatti, molte persone sane di mente correrebbero ai ripari alternativamente andando…

  • libri

    you can feel it

    Non ho mai creduto alla teoria secondo cui gli oggetti parlano. Che si tratti di un quadro, di un abito o di un libro, sono troppo pragmatica e amante del razionale per pensare che un campo bioenergetico si crei tra te e l’oggetto della contemplazione, intimandone l’acquisto, lo scorrere di lacrime, l’urgenza del possesso e varie ed eventuali. Semplicemente, direi, c’è un gusto del bello o una fascinazione per alcuni soggetti che tutti abbiamo a guidare le nostre scelte. È seguendo questo criterio che qualche mese fa ho scrollato la polvere dalla copertina di un libro sepolto in una bancarella di Covent Garden, London town. Decine di microscopici puntini brillanti…

  • politica e dintorni

    Lasciate ogni speranza voi ch’entrate

    PierLuigi Celli, direttore dell’Università Luiss di simpatie sinistrorse, ha pubblicato qualche giorno fa una lettera che ha destato grande scalpore.  Fornendo giustificazioni tanto vere quanto non completamente rilevanti, Celli raccomandava a cuore aperto al proprio figlio  – e per traslato a tutti i giovani – di fare quello che chiunque può già fa: impacchettare le proprie cose e darsela a gambe. In Italia non c’è futuro, lasciate ogni speranza e cercate il vostro destino all’estero: questo il sunto. Non propriamente una novità, ma di un certo impatto detto da chi rappresenta l’istruzione e il viatico al mondo del lavoro. Alla sua lettera – accorata e un po’ stucchevole, secondo il…

  • libri,  politica e dintorni

    1969/1972

    C’è una parte della storia d’Italia da cui sono profondamente coinvolta; curiosamente, coincide con il periodo più nero della recente vita repubblicana. Sono gli anni caldi che si aprono con la strage di Piazza Fontana – 12 dicembre 1969 – e si chiudono con l’omicidio Calabresi, 1972. È l’inizio di quel vortice che porterà agli anni di piombo; che apre lo stragismo di Stato e il peccato originario di questo Paese. Sono gli anni di una Milano che non ho visto, ma che immagino: una Milano solida, ancora non annacquata nella sua versione da bere, una Milano che confina con la Staliningrado d’Italia (Sesto San Giovanni, roccaforte del Pci e…