• alla rinfusa

    Beckett goes: Wow!

    Evvai! Passami la vuvuzela! Pepepepepeee Pepepepepepeeeeeeeee! “E adesso basta con tutte queste storie della mafia, gli attentati, le bombe”. (Marcello Dell’Utri, 29 giugno 2010) E sì, ma che sarà mai, fregnacce. I giudici di Palermo condannano Dell’Utri in appello a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa fino al ’92, e c’è da festeggiare. Mica perché hanno beccato un mafioso: ma va, perché il braccio destro del capo del Governo, fondatore del partito di maggioranza, figura di primo piano della politica nostrana, lo è stato solo prima di quell’anno. Un minimo di dignità, ma basterebbe forse di senso del ridicolo, imporrebbe al Marcellone, ai suoi avvocati e…

  • personaggi,  politica e dintorni

    Bide me

    Ieri notte sono incappata nella notizia dell’intervista del generale McChrystal, quella rilasciata a Rolling Stone (America, of course) che potrebbe costargli il posto di comando in Afghanistan viste alcune dichiarazioni non proprio entusiaste su Obama e Biden. Sono andata a leggermela in versione integrale (qui), già che nei prossimi giorni se ne farà un gran parlare e affidarsi alle traduzioni spizzichi e bocconi dei nostri quotidiani non è mai cosa saggia. Nonostante richieda tempo – a me, venticinque minuti di orologio, saranno 90 mila battute distribuite su sei pagine fitte – la lettura è esaltante e ve la consiglio più che caldamente. Se ne ricava un’idea netta ed emozionante di cosa sia…

  • personaggi,  politica e dintorni

    quattro e mezzo

    Lilli Gruber a Roberto Cota: Presidente Cota, secondo lei la proposta di Fiat per Pomigliano è corretta? Roberto Cota: Io so solo che la Fiat ha scelto di non produrre auto in Polonia ma di produrle in Italia. Se ci sono un sacco di cose che non sai allora è meglio che tu stia zitto, caro padano.

  • alla rinfusa

    Striscia quotidiana

    E così venerdì mattina mi sveglio col cervello in manette, come in quella canzone di De Gregori che dopo tanti anni mi commuove ancora. (Cammino da sempre sopra i pezzi di vetro/e non ho mai capito come). Senza un motivo particolare, ma non per questo meno inesorabile. Infatti, mentre i pensieri iniziano ad arrampicarsi selvaggi lungo lo stomaco, la caffettiera si rovescia sui fornelli immacolati: un segnale chiarissimo. Conoscendomi perfettamente, senza bisogno di aspettare oltre – e, per onor del vero, con due conferme preoccupanti: “Marte entra in opposizione“, su D dell’indomani, e smarrimento la sera precedente del cornetto portafortuna regalatomi da un taxista napoletano qualche mese fa – quaglio subito…

  • alla rinfusa,  musica

    ma la musica quando va in prescrizione?

    Una delle scocciature di quando ci si lascia è che si perde la musica dell’altro. Almeno a me succede. Settimane, mesi, anni a fare micimicucicucicaracara su quel riff non si dimenticano con la velocità con cui scorrono i pensieri: non resta che fare sparire la playlist dall’iPod. Però è una rottura di palle vera. Intanto perché, essendo che normalmente non mi accoppio con dei decerebrati musicali, perdo della musica bella. Poi perché a volte perdo anche della musica mia, quella che io ho portato nel micimicicucicucibaribau. Il lui di una delle mie prime storie serie [come se fossero state cento, io nota mangiatrice di uomini: risate a fondo sala] aveva una…

  • alla rinfusa

    revolution

    Sì, lo so, è tutto nuovo. A qualcuno forse piaceva di più quello vecchio, ma così mi pare più chiaro. In ogni caso sono aperta a commenti. (Ah, questo ha una funzione fichissima: quelle “A” in altro a destra servono a cambiare la dimensione del corpo. Così non ci si perde la vista).