• gea and the city,  musica

    The time has come/2

    Quest’anno è dura. Riassumere il 2010 in una lista di canzoni mi costa una certa fatica. Ho dormito troppo poco e in troppi posti, galleggiato su un’altalena emotiva schizoide almeno quanto la frenesia con cui sono salita su ogni treno, aereo, furgoncino scassone e moto ai famosi quattro angoli del globo. Ho ascoltato Bob Dylan appoggiata ai finestrini di qualsiasi mezzo di trasporto, dall’Equatore al Medio Oriente. Mi sono accanita sui Rolling Stones, letto tutto quello che si poteva leggere, rimediato al peccato originario dell’essere nata nell’80 mandando a memoria ogni nota dal ’62 in poi. Ho corso con Jarvis Cocker in cuffia sui lungomare di confine, tra il Tamigi e Israele. Trascorso notti intere con un paio di pezzi in…

  • gea and the city

    The time has come/1

    Va bene, ci siamo. Ringalluzzita da Obama, ho deciso di affrontare l’estrema prova: il Monte Bianco. Ricetta Chiucchiurlotto, con il Mac (sullo sfondo) a fare da gobbo. Un rito iniziatico: mia madre preparava il dolce due volte all’anno, per il suo compleanno e per quello di mio padre, entrambi in autunno. Ho deciso che era l’ora di diventare donna.

  • gea and the city,  musica,  personaggi

    Be the trouble you want to see

    Lo confesso. Mentre la gente oggi si rompeva la testa a cercare di capire se un manipolo sgrarrupato di affaristi, analfabeti, ignoranti, massoni, doppiogiochisti, pecorari, commedianti, puttanieri, delinquenti, ignoranti e probabilmente dimentico qualcosa riusciva a tenere in piedi un governicchio del Paese delle banane, sono andata a vedere una mostra stupenda di foto di Mick Jagger. La mia preferita è questa qui a lato di Simone Cecchetti. Poi, ho passato il resto del tardo pomeriggio a leggere la classifica delle 500 canzoni migliori della storia stilata da Rolling Stone Usa. E godendo che le prime due fossero per inciso dei miei artisti più ascoltati dell’anno – Dylan e gli Stones…

  • gea and the city

    Abrogate Schengen, oppure, tre donne al giapponese, dopo la chiusura

    Tu non sai che ho subito un’aggressione. Ma figurati, di cosa stai parlando? Vabbè, su, un’aggressione. Lo hai fatto entrare. Anzi, lo hai invitato a cena! Sì, è vero, l’ho invitato a cena. Ahhah, un’aggressione dicevi. Sì comunque è stata un’aggressione: mi sentivo la Polonia. Lui faceva la Germania? Oppure un’Austria piccola ma incazzata. Bisognerebbe rimettere le barriere. Colpa nostra, le abbiamo fatte crollare troppo in fretta. Un po’ tipo Schengen, insomma. Sì, dovremmo abrogare Schengen, ecco. Oppure smettere di sbronzarsi e invitare la gente a cena. Quella è un’altra possibilità, in effetti. [l’amica esperta orientale, l’amica esperta africana e quella che non è esperta di una mazza, la vittorio…

  • libri,  viaggi

    Sulla strada per Londra

    La letteratura – ha detto un poeta – è la dimostrazione che la vita non basta. Perché la letteratura è una forma di conoscenza in più. Molte cose ci possono bastare, e devono bastare, nella vita: l’amore, il lavoro, i soldi. Ma la voglia di conoscere non basta mai credo. Se uno ha voglia di conoscere, almeno. Antonio Tabucchi, Viaggi e altri viaggi.

  • gea and the city,  personaggi,  viaggi

    I wanna talk with Common People

    Martedì prossimo pranzerò a Soho, Londra. Insieme a Ken Loach. La settimana scorsa gli ho scritto una mail per chiedergli un paio di cose. L’indomani la sua assistente mi ha telefonato e abbiamo concordato l’intervista in Wordour street. Nella stessa mattina Marta ha scritto a Gianni Amelio, dicendomi: Proviamoci con uno verosimile, dai. Gianni Amelio non le ha mai risposto.